Napoli, la capitale del Sud Italia, la città del Vesuvio, la patria della pizza, la protetta di San Gennaro è difficile da raccontare. Sono troppe le sfumature, i dettagli, le contraddizioni di cui bisogna tener conto. Non è un caso, perciò, che per provare a capire la città ci si rivolga più spesso all’arte, alla poesia e alla musica. Per esempio, alla famosissima “Napul è” di Pino Daniele, una canzone che da sola vale migliaia di libri dedicati alla città. Insomma, Napoli è una sfida. Soprattutto, Napoli è bellissima. Più che raccontarla, quindi, possiamo solo consigliarvi 9 cose da vedere a Napoli per un primo approccio con la città. Buona lettura.
1. Spaccanapoli

“Spaccanapoli” è il cuore della città vecchia. La passeggiata inizia dai Quartieri Spagnoli e termina a Forcella. Lungo il tragitto sono talmente tanti i palazzi, le Chiese, i monumenti, che non basterebbe un mese per riuscire a vedere tutto. Perciò, il consiglio, in questo caso, è lasciarsi guidare dalla curiosità. Dalla Chiesa del Gesù Nuovo, al Monastero di Santa Chiara dovunque mettiate piede, sarà una sorpresa.
2. Cappella Sansevero e Cristo Velato

Guai però a ridurre Spaccanapoli a cartolina turistica. Spaccanapoli è la città, con le sue mille risorse e i tanti problemi. Criticità che in qualsiasi altro posto minerebbero la pace sociale e che invece qui convivono da sempre. Per questo, all’inizio, abbiamo detto che Napoli è una sfida. Quanto a bellezza, invece, il “Cristo Velato” di Giuseppe Sammartino vale più di tante parole. La scultura, secondo molti critici d’arte la più bella mai realizzata, si trova all’interno della Cappella Sansevero, alle spalle di Piazza San Domenico Maggiore, in via Francesco De Sanctis.
Orari
Tutti i giorni: 09.00-19.00
Ultimo ingresso consentito fino a 30 min. prima della chiusura.
Biglietto 8,00 €uro
Soci FAI: 6,00 €uro
Ragazzi dai 10 ai 25 anni: 5,00 €uro
Bambini fino ai 9 anni: gratis
3. Napoli Sotterranea
Poco distante, in Piazza San Gaetano, c’è l’ingresso di “Napoli sotterranea”, il percorso più famoso (non l’unico) del sottosuolo di Napoli. Una visita guidata nelle viscere della città per scoprirne le influenze greche, quelle romane e, soprattutto, per rivivere i giorni tragici della seconda guerra mondiale, quando circa 40.000 napoletani si rifugiarono sottoterra per sfuggire ai bombardamenti alleati e alla rappresaglia tedesca.
L’ingresso di Napoli sotterranea è in Piazza San Gaetano 68 (su via dei Tribunali).
Le escursioni sono in italiano e inglese. Per altre lingue, oppure per gruppi o escursioni fuori dagli orari di apertura solo su prenotazione.
Maggiori info su: www.napolisotterranea.org

4. San gregorio armeno e la pizza
Nei paraggi di Via dei Tribunali c’è ovviamente tanto altro da vedere: c’è San Gregorio Armeno, la strada dei pastori; c’è il Museo Archeologico; c’è naturalmente il Duomo. Prima di visitare quest’ultimo è tuttavia necessario (di più, OBBLIGATORIO!), fermarsi a mangiare una pizza. Gli indirizzi sono davvero tanti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tuttavia ne segnaliamo 4: la storica pizzeria “Da Michele”, alle spalle di Forcella; la pizzeria “Trianon” di fronte l’omonimo teatro; la pizzeria di “Gino Sorbillo” in via dei Tribunali e, infine, sempre in via dei Tribunali la pizzeria “Di Matteo” assurta agli onori della cronaca per la visita, nel 1994, dell’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, a Napoli per partecipare al G7.

5. Duomo
Dopo la pizza, possiamo visitare il Duomo, la casa di San Gennaro. Per capire il legame viscerale tra i napoletani e il loro santo protettore l’ideale sarebbe assistere al “miracolo di San Gennaro”, la liquefazione del sangue del Santo custodito all’interno di un’ampolla. L’evento, a cui da sempre i napoletani attribuiscono significato benaugurale, si ripete tre volte l’anno: la prima domenica di maggio, il 19 settembre e, infine, il 16 dicembre. Varrebbe la pena assistere alla Santa Messa per capire il trasporto, il pathos che lega gli abitanti di Napoli a “Faccia Gialla” (così i napoletani si rivolgono all’effigie del santo in argento dorato). Miracolo a parte, il Duomo merita anche soprattutto da un punto di vista artistico e storico-culturale.

6. Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale
Da sempre il luogo simbolo di Napoli, ancor di più dopo che nei primi anni ‘90 del secolo scorso si è finalmente provveduto a sgomberare l’area dalle auto in sosta. Alle spalle della piazza, il colonnato della Basilica di San Francesco di Paola; di fronte, il Palazzo Reale con le statue di otto dei sovrani più importanti che hanno regnato su Napoli. Per gli orari, i prezzi e le modalità di visita del Palazzo Reale di Napoli, in Piazza Plebiscito 1, consultare il sito ufficiale: palazzorealedinapoli.org.

7. Il Museo di Capodimonte
In una lista di cose da fare a Napoli non può certo mancare il Museo nazionale di Capodimonte. Un Museo-Reggia di tre piani circondato da un magnifico bosco dove i napoletani amano intrattenersi e fare sport. Voluta nel XVIII secolo da Carlo di Borbone, la reggia è diventata Museo solo nel 1957. Organizzato su tre piani ospita opere d’arte che vanno dal ‘200 alla seconda metà del ‘900. Dalla collezione Farnese che Carlo di Borbone ereditò dalla madre, ad Andy Warhol presente al terzo piano. Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso consentito è alle 18:30. Il costo intero del biglietto è di €uro 10.00. Sono previste tuttavia agevolazioni e sconti.
Maggiori info su: www.museocapodimonte.beniculturali.it

8. Il Petraio
Il trekking urbano a Napoli va sempre più di moda. Assolutamente da fare le rampe del Petraio, parte dell’esteso sistema di scale (135 scale, 69 gradonate) che collegano Napoli in lungo e in largo. I gradini del Petraio sono 503 e collegano la collina del Vomero con il quartiere Chiaia. Naturalmente, farle in discesa è meno faticoso anche se in salita le articolazioni vengono sollecitate di meno. Scegliete voi. Venti minuti a passo spedito in quello che oggi è un quartiere residenziale in cui però sopravvivono, tra edicole votive e panorami superbi, numerose tracce dello stile liberty di inizio ‘900. La zona è servita dalle stazioni Palazzolo Parco Marcolini (Via Filippo Palizzi e Via Gioacchino Toma) della Funicolare Chiaia e dalla stazione Petraio Via Palizzi (Salita del Petraio e Via Filippo Palizzi) della Funicolare Centrale.

9. Certosa di San Martino
Tino di Camaino, Attanasio Primario, Giovanni Antonio Dosio, Giovan Giacomo Conforto, Cosimo Fanzago, Nicola Tagliacozzo Canale. Sono questi i nomi degli architetti succedutesi nei secoli (dal ‘300 al ‘700) nella realizzazione di questo stupendo monumento nazionale a fianco Castel Sant’Elmo. A questi bisognerebbe aggiungere i tanti stuccatori, marmisti, piastrellisti che materialmente hanno contribuito alla realizzazione della Certosa, senza naturalmente dimenticare il contributo altrettanto determinante dei pittori e tutti gli altri artisti che vi hanno lavorato nel tempo. Un trionfo di architettura e arte barocca che non lascia indifferente nemmeno chi è completamente a digiuno di storia dell’arte. Vale la pena? Assolutamente sì, e non lasciatevi condizionare dal fatto che sia all’undicesimo posto nella nostra lista. Spettacolare anche la vista di Napoli e del Vesuvio (vd. copertina). Meraviglia!
Orari:
>> Lun-Mar-Gio-Ven-Sab-Dom 8.30/17.00
Chiuso il mercoledì
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti:
Intero: 6,00 €uro
Ridotto: 2,00 €uro
Funicolare di Montesanto: fermata MORGHEN
Funicolare di Chiaia: fermata CIMAROSA
Funicolare Centrale: fermata PIAZZA FUGA
Metro: linea 1 fermata VANVITELLI
Bus ANM: linea V1 fermata PIAZZALE SAN MARTINO

